Lucien Kroll, classe 1927, è uno dei grandi maestri riconosciuti dell’architettura sostenibile internazionale. Le sue opere e le sue idee hanno influenzato e fatto da guida per generazioni di architetti. Impegnato sui temi della partecipazione, del recupero urbano e della sostenibilità ambientale, antiaccademico per antonomasia, anti-star nell’epoca delle archistar, guru dell’ecologia concreta e dell’architettura a misura d’uomo. Lucida la sua critica al Movimento Moderno, al quale rimprovera di aver anchilosato la creatività dimenticando una parte sostanziale dell’uomo, quella che ha a che fare con la memoria, il sogno, l’irregolare. L’architettura di Kroll si modella sullo spirito dei luoghi e su chi li abita, non è mai gerarchica e organizzata rigidamente, si sviluppa in strutture irregolari, organiche, sospese e quasi incompiute, in costante evoluzione, non ripetitive, privilegiando il processo creativo continuo contro la perfezione sterile.
Lucien Kroll è nato a Bruxelles nel 1927. Architetto, è autore di molti saggi e articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali. Tra i volumi pubblicati, The Architecture of Complexity, London 1986, Buildings and Projects, New York 1987, Enfin chez soi. Réhabilitation des préfabriqués, Paris 1996. Tra i suoi progetti, la Facoltà di medicina a WoluWé-Bruxelles, il recupero di insediamenti residenziali moderni a Alençon, Béthoncourt, Hellersdorf, il Liceo ad alta qualità ambientale di Calais, la Maison de l’Environnement a Belfort.
Lucien Kroll sarà presente al convegno internazionale A SUSTAINABLE BEAUTY - HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM 2010, venerdì 19 marzo 2010, ore 9,30 –18,00, Triennale di Milano, Salone d’Onore. Ingresso libero previa iscrizione su www.expogreen.it.
A SUSTAINABLE BEAUTY
Giovedì 11 marzo dalle 18 alle 20 nella Saletta Lab della Triennale di Milano, in Viale Alemagna 6, si terrà l’incontro “Le biopiscine”, quinto incontro del ciclo “Natura & Architettura”, sei appuntamenti sulla relazione fra verde e costruito. Gli incontri, organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, si svolgono nell’ambito della mostra Green Life. Introduce il tema Maurizio Vegini. Da qualche anno si stanno diffondendo anche in Italia le realizzazioni di piscine e laghetti biologici, per molti anni utilizzati esclusivamente nei Paesi nordici. Una piscina biologica è innanzitutto un modo nuovo e antico allo stesso tempo di immergersi nella natura, di diventarne parte. Nella piscina biologica la depurazione dell’acqua non avviene ad opera di sostanze chimiche, che non sono in alcun modo presenti, ma grazie a principi esclusivamente naturali. L’acqua risulta così morbida sulla pelle, leggera, persino profumata.
Giovedì 4 marzo dalle 18 alle 20 nella Saletta Lab della Triennale di Milano, in Viale Alemagna 6, si terrà l’incontro “La terra cruda come materiale per il progetto”, quarto incontro del ciclo “Natura & Architettura”, sei appuntamenti sulla relazione fra verde e costruito. Gli incontri, organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, si svolgono nell’ambito della mostra Green Life. Introducono e approfondiscono il tema Andrea Facchi e Barbara Narici. La terra è probabilmente il primo materiale da costruzione conosciuto, oltre ad essere la prima divinità. La scoperta del suo utilizzo si perde nella notte dei tempi e ancora oggi quasi la metà della popolazione mondiale abita in case di terra cruda. Quasi tutte le terre estratte appena al di sotto dello strato arabile sono adatte a costruire. Questo significa che chiunque ha a disposizione sufficiente materiale per edificare la propria casa. Dopo molti decenni di oblio la costruzione in terra ritorna in auge grazie al lavoro pionieristico di molti tecnici (e non) appassionati dalle prestazioni ecologiche, tecnologiche e culturali di questo straordinario materiale ad alta tecnologia arcaica: riciclabilità, inerzia termica, regolazione microclimatica dell’umidità, fonoassorbenza, atossicità, elementarietà, modellabilità. In terra cruda si costruiscono muri portanti o di tamponamento, pavimenti e solai, cupole, volte, intonaci e pitture. Case, oggetti, castelli, palazzi, templi, torri…
Giovedì 25 febbraio dalle 18 alle 20 nella Saletta Lab della Triennale di Milano, in Viale Alemagna 6, si terrà l’incontro “I giardini terapeutici”, terzo del ciclo “Natura & Architettura”, sei appuntamenti sulla relazione fra verde e costruito. Gli incontri, organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, si svolgono nell’ambito della mostra Green Life. Marco Nieri introdurrà la tematica della “Bioenergetic Landscapes”. Questa tecnica innovativa riconosce alle piante e in particolare agli alberi la capacità di influire elettromagneticamente sull’uomo e sulle sue funzioni vitali, creando aree verdi terapeutiche chiamate “giardini bioenergetici”. Questo grazie al fatto che le piante emettono frequenze elettromagnetiche identiche a quelle prodotte dai nostri organi, ma con intensità e qualità differenti e che dipendono dal genere o dalla specie vegetale. Ogni specie vegetale infatti possiede proprietà elettromagnetiche o “energetiche” che la caratterizzano, in grado di influire in maniera più o meno benefica sui meccanismi di nutrimento energetico dei viventi. Una volta che avviene questo incontro, la Biosfera amplifica le proprietà della pianta, diffondendole fino ad alcune decine di metri di distanza.
Giovedì 18 febbraio dalle 18 alle 20 nella Saletta Lab della Triennale di Milano, in Viale Alemagna 6, si terrà l’incontro “Hospitable city: la cultura del progetto e il verde”, secondo incontro del ciclo “Natura & Architettura”, sei appuntamenti sulla relazione fra verde e costruito. Gli incontri, organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, si svolgono nell’ambito della mostra Green Life. Relatore di questo incontro è il Prof. Luciano Crespi. La qualità della città contemporanea dipende sempre più dalla qualità dei suoi spazi, interni ed esterni, più ancora che dalla eloquenza dei suoi “monumenti”. In particolare piazze, strade e giardini, pur svolgendo un ruolo differente rispetto al passato, forniscono l’indice di qualità di un territorio e della sua capacità di offrire spazi ospitali ai nuovi viandanti della contemporaneità. E costituiscono la vera sfida del progetto e delle sua capacità di dare risposte alle domande relative alla ricerca di una nuova civiltà dell’ abitare. La stessa questione del verde urbano rientra in questa prospettiva e si offre come occasione per una riflessione sull’attuale ruolo del design._
Il 5 febbraio sono spuntati sei giardini verticali alla Triennale di Milano e ci rimarranno fino al 28 marzo 2010. Tre grandi giardini verticali alti più di sei metri accolgono il visitatore all’esterno, mentre all’interno una grande parete quadrata di cinque metri di lato tutta di erba vera trasforma completamente le austere sale della Triennale, dalle quali sorridono altri due quadri vegetali che incorniciano piante vive. Sono le meraviglie dell’high green tech, l’alta tecnologia applicata al mondo vegetale proposta da Promoverde e Nemeton Magazine e realizzata da alcune selezionate aziende italiane. Dopo il grande clamore suscitato qualche anno fa dall’esplosione mediatica del verde verticale, ora la tecnologia è stata messa a punto in diversi sitemi industrializzati alla portata di progettisti e committenti, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, i giardini verticali ora sono una realtà concreta. Vedere per credere. L’installazione è a cura di Promoverde, Nemeton Magazine e Sistemi Editoriali, in collaborazione con Unacoma Service e Legambiente, fa parte della mostra Green Life ed ha il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. La realizzazione è delle aziende Daku, Mandelli, Tecology, Latifolia, Archiverde, Verdecrea.
Giovedì 11 febbraio dalle 18 alle 20 nella Saletta Lab della Triennale di Milano, in Viale Alemagna 6, si terrà l’incontro “Boschi sacri e giardini segreti” primo del ciclo “Natura & Architettura”, sei appuntamenti sulla relazione fra verde e costruito. Gli incontri, organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, si svolgono nell’ambito della mostra Green Life.
A SUSTAINABLE BEAUTY